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Sua maestà Serra del Dolcedorme

Ancora una volta il gruppo di esperti escursionisti costituito da Luigi Gaudio, Mimmo Ippolito e Domenico Riga, ci regala magici scatti del Pollino (si vedano quelli sulla suggestiva calabrosa di qualche giorno fa pubblicati sempre sul nostro sito).

Questa volta oggetti delle loro meravigliose foto sono il sentiero per raggiungere la vetta e la vetta stessa del Pollino, ovvero Serra del Dolcedorme posto a quota 2.267 m slm, nella provincia di Cosenza (vedi figura 1). Essa è la cima più alta del massiccio del Pollino ma anche dell'intero appennino meridionale il quale, lo si ricorda, ha origine a nord presso Sella di Vinchiaturo (provincia di Campobasso) e termina a sud con l'Aspromonte. 

Le foto riportate nel seguito mostrano, come anticipato, il sentiero seguito, detto "Pietra Colonna", con le sue suggestive e particolari morfologie create dalle superfici nevose (vedi foto 2, 3, 4, e 8) ed infine "sua maestà" Serra del Dolcedorme (vedi foto 6, 7 e da 9 a 14), il quale insieme alle altre vette del massiccio (tra queste si ricordano Monte Pollino a 2.248 m slm, e Serra del Prete a 2.181 m slm) costituiscono una vera e propria barriera di separazione che si sviluppa approssimativamente in direzione est-ovest, fra la regione Basilicata (a nord) e Calabria (a sud).

Particolarmente interessanti alcune delle foto (vedi quelle numerate da 9 a 14) che mostrano chiaramente l'azione di barriera esercitata dal massiccio stesso, con l'umidità dei bassi strati presenti nel versante sud, sollevata dalla presenza della montagna stessa e che pertanto condensa sino a generare nebbie d'alta quota che si addossano sulla vetta senza riuscire a sormontarla se non per poche decine di metri, dando vita al meraviglioso contrasto tra un versante offuscato da nubi e l'altro pressochè sereno.

Ancora un caloroso grazie ai tre escusionisti per la possibilità che danno a noi "poltroni comuni mortali" di poter ammirare panorami inediti, e forse inaspettati della nostra regione.

FIG. 1 – SERRA DEL DOLCEDORME

 

FIG. 2 

 

FIG. 3

 

FIG. 4

 

FIG. 6

 

FIG. 7

 

FIG. 8

 

FIG. 9

 

FIG. 10

 

FIG. 11

 

FIG. 12

 

FIG. 13

 

FIG. 14

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