Stazioni MeteoStazioni Meteo Vibo Valentia

Stazione meteo di Vibo Valencia

Rilevazioni dati meteoclimatici nel Comune di Vibo Valentia (VV)

Vibo Valentia (AFI: [ˈvibo vaˈlɛnʦja], pronuncia[?·info]), già Monteleone fino al 1861 e Monteleone di Calabria dal 1861 al 1928 (Vibbu Valenzia o Muntalauni in dialetto vibonese), è un comune italiano di 34 133 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia in Calabria.
È il comune più popoloso della cosiddetta costa degli Dei o Costa bella collocandosi all’ottavo posto nella classifica dei comuni calabresi. L’area urbana composta da vari comuni polarizzati su Vibo Valentia conta 87.245 abitanti.
La città di Vibo ha una storia lunga oltre 8.000 anni, è anche stata capoluogo della Calabria Ultra e tesoreria delle Calabrie (Ulteriore e Citeriore).

Stazione meteo

La stazione è ubicata in Vibo Valentia a 498 m s.l.m. di quota
E’ una stazione CAE attiva in telemisura.
Fa parte della rete gestita dal Centro Funzionale Multirischi dell’Arpacal.
I suoi sensori attualmente attivi sono: pluviometro, termometro, radiometro.

Clima

Il clima estivo in città non è mai veramente caldo, a stento supera i 30 °C, sebbene in particolari situazioni caratterizzate da venti di levante o scirocco, si verifichino moderati venti di caduta che possono far raggiungere anche temperature prossime ai 40° con bassissimi valori di umidità; situazione diversa sulla marina dove le temperature raggiungono anche i 35 °C oltretutto con un livello maggiore di umidità. Il clima è piacevole, mai troppo freddo e si concede spesso a giornate soleggiate che raggiungono anche i 20 ºC. Le precipitazioni sono frequenti, mentre le nevicate sono rare.
In base alla media desunta dai dati della stazione Arpacal, la temperatura media dei mesi più freddi, gennaio e febbraio, si attesta a +8,1 °C e + 7,9°C rispettivamente; quella del mese più caldo, agosto, è di +23,3 °C.
Le precipitazioni medie annue si aggirano sui 951,4 mm con un prolungato minimo estivo e un moderato picco tra l’autunno e l’inverno.

Classificazione del clima secondo Koppen

Il calcolo della classificazione climatica secondo Koppen è stato effettuato sulla base dei dati della stazione gestita dal Centro Funzionale Multirischi dell’Arpacal le cui caratteristiche sono riportate al termine.
La località in oggetto è caratterizzata da un clima del tipo:
Csa = climi temperati con estate secca (Sommertrocken temperierte Klimate) o clima etesio (Etesienklima); almeno un mese invernale (dicembre, gennaio e febbraio nell’emisfero boreale; giugno, luglio o agosto nell’emisfero australe) ha come minimo il triplo delle precipitazioni del mese estivo (giugno, luglio o agosto nell’emisfero boreale; dicembre, gennaio e febbraio nell’emisfero australe) più secco, che devono essere inferiore a 30 mm, con temperatura media del mese più caldo superiore a 22 °C.

Posizione

La posizione della città, adagiata sul pendio di un colle, assume un’importanza strategica in ambito territoriale. Crocevia sin dai tempi dell’antica Grecia e dell’impero romano, domina sia l’hinterland, sia la catena montuosa delle Serre calabresi, sia la zona marittima con il suo porto e le stazioni turistiche. È necessario viaggiare su gomma anche per raggiungere il porto della frazione Vibo Marina.
La città di Vibo Valentia sorge su un grande terrazzamento collinare scistoso, Il palazzo comunale sorge a 476 m s.l.m. ma il comune raggiunge i 568 m nella parte più alta e si trova sul livello del mare nella zona Marina. Le tre maggiori concentrazioni di attività industriali del comune sono presso la Località Aeroporto, presso Porto Salvo (adiacente a Vibo Marina, grazie allo sfruttamento delle opportunità fornite dalla presenza del porto polifunzionale e dello scalo ferroviario), e infine al confine con Maierato, mentre la zona commerciale è sita all’interno della città sulla collina, come anche la maggior concentrazione demografica.

Monumenti e luoghi di interesse

Architetture religiose
– Chiesa di Santa Maria Maggiore e San Leoluca (Duomo): edificata nel Seicento sui resti di un’antica basilica bizantina del IX sec., è stata restaurata dopo il terremoto del 1783 sotto la supervisione di Emanuele Paparo. Il suo impianto è a croce latina con unica navata, ornata da affreschi neoclassici ottocenteschi. Di pregio sono l’altare maggiore settecentesco, in marmo policromo, da cui spicca una scultura cinquecentesca a tutto tondo della Madonna della Neve, e un trittico marmoreo rinascimentale, opera dell’artista Gagini, raffiguranti la Madonna delle Grazie, San Giovanni Evangelista e Santa Maria Maddalena,ove è anche possibile scorgere lo stemma della potente famiglia dei Pignatelli.
– Santuario della Madonna della Salute (Chiesa di Santa Ruba): sorge a metà strada fra Vibo e uno dei paesi satelliti della stessa (San Gregorio d’Ippona). Di origini antiche (venne costruita attorno all’anno 1000 da Papa Callisto II), presenta una cupola d’ispirazione orientale. È detto Chiesa di Santa Ruba dalla località Santa Ruba dove esso sorge.
– Chiesa del Rosario: costruita nel 1337 in stile gotico, nella locazione di un preesistente teatro romano fu annessa al convento dei Frati Minori Conventuali. La chiesa, fu più volte ricostruita in seguito a cataclismi (come il terremoto del 1783) e conserva dell’originale stile Gotico la Cappella De Sirica Crispo; è retta dall’omonima Arciconfraternita e conserva all’interno diversi quadri dell’artista locale Giulio Rubino nonché 5 statue lignee policrome dei Misteri Dolorosi e un Cristo Risorto opera di Ludovico e Domenico Rubino (fratelli del pittore Giulio) che vengono portate in processione durante la Settimana Santa.
– Chiesa del Carmine: risalente al Seicento con annesso il convento, venne ricostruita attorno al 1864 a navata unica in forma ovale. Il convento fu per molto tempo l’ospedale cittadino del popolo.
– Chiesa di Santa Maria degli Angeli: costruita tra il 1621 e il 1666, dapprima annessa al convento dei Frati Minori Riformati (oggi Convitto Nazionale), è dal 1866 curata dai Padri Cappuccini. Conserva all’interno un Crocifisso ligneo detto “degli Angeli” di ignoto autore del ‘600, meta di migliaia di devoti che si recano ogni anno, per antica tradizione, in pellegrinaggio nei venerdì di marzo. In più due quadri attribuiti a Luca Giordano e la scultura Madonna con bambino di Michelangelo Naccherino.
– Chiesa di San Michele: si ha traccia di questa antica chiesa, esempio di architettura rinascimentale al sud, dalla data dell’8 agosto 1519, quando il Vescovo di Mileto, Andrea Della Valle, la elevò a Parrocchia. Il campanile, su probabile disegno di Baldassarre Peruzzi, a torre quadrata, con tre ordini sovrapposti, aveva un orologio il cui meccanismo è stato ritrovato sul posto e sarà conservato in un museo, all’interno vi è un quadro di Luca GiordanoSan Michele che scaccia Lucifero. Presente anche un dipinto di Ludovico Mazzanti Estasi di Sant’Ignazio.
– Chiesa di San Giuseppe: voluta dai Padri Gesuiti e annessa al collegio da loro ivi fondato, fu aperta al culto nel 1701 col titolo di Sant’Ignazio o del Gesù; conserva all’interno numerose opere pittoriche tra cui La visione di Sant’Ignazio e scultoree come il gruppo ligneo di San Giuseppe sull’altare maggiore; è sede parrocchiale unitamente alla vicina chiesa di San Michele e vi è tuttora attiva la Confraternita di Gesù, Maria e Giuseppe che cura tra l’altro la suggestiva processione della Madonna Desolata la notte del Venerdì Santo.
– Chiesa dello Spirito Santo: edificata nel 1579, è tuttora sconsacrata al culto; fu il primo duomo della città prima della costruzione dell’attuale, nonché sede straordinaria e dimora, nel 1613, dell’allora vescovo Virgilio Cappone. Conservava al suo interno molte opere artistiche che, alla sua chiusura furono spostate in altre chiese della città; la parrocchia di cui era sede fu trasferita, pur mantenendo lo stesso titolo, nella vicina chiesa di Santa Maria La Nova.
– Chiesa Santa Maria la Nova: costruita nel 1521 con il nome di Santa Maria di Gesù dal duca Ettore Pignatelli, ne custodisce il sarcofago. Si presenta attualmente con stili diversi e ospita al suo interno un marmo del Gagini. Durante la dominazione napoleonica fu adibita a stalla e deposito militare, fu restaurata e riaperta nel 1837 per volontà di Enrico Gagliardi. All’interno presenti opere del pittore fiammingo Dirk Hendricksz.
– Chiesa di Santa Maria del Soccorso: costruita originariamente attorno al 1632, venne rifatta nel 1791 su disegni di Bernardo Morena.
– La Madonnella: piccola cappella costruita sul sito dell’antico convento dei Cappuccini, chiamato appunto “li cappuccini vecchi”; annualmente vi si celebra il culto della Madonna del Buon Consiglio e di sant’Anna.
– Chiesa di Sant’Antonio di Padova: chiesa del XVII sec. annessa al convento dei Frati Minori Cappuccini; all’interno vi è possibile osservare un’altra tela di Luca Giordano, La Madonna col bambino tra i Santi Anna e Felice, e l’Immacolata con i santi Francesco e Antonio di Padova di Pacecco De Rosa.

Architetture militari
– Castello normanno-svevo
Il castello sorge dov’era ubicata probabilmente l’Acropoli di Hipponion che in parte si estendeva pure sulla collina vicina. Nonostante la prima fase di costruzione della struttura venga volgarmente attribuita all’età Normanna, in realtà, essa risale al periodo Svevo quando Matteo Marcofaba governatore della Calabria venne incaricato da Federico II di ripopolare e favorire lo sviluppo della città. il castello venne ampliato da Carlo d’Angiò nel 1289 quando assunse più o meno un aspetto simile a quell’odierno. Fu rafforzato dagli Aragonesi nel XV secolo e infine rimaneggiato dai Pignatelli tra il XVI-XVII secolo, perdendo quasi del tutto la funzione militare e assumendo invece quella di abitazione nobiliare. Il secondo piano fu demolito di proposito, in quanto pericolante, a causa dei danni riportati dopo il terremoto del 1783. Il castello presenta oggi delle torri cilindriche, una torre speronata e una porta a un’arcata di epoca angioina. È oggi sede del Museo archeologico statale.
Delle ultime due fasi rimangono, almeno in pianta 8 torri circolari. Qualcuna di esse si è conservata oltre le fondamenta, in particolare una che raggiunge circa i 4 metri di altezza. Queste torri dovevano essere alte in origine circa 10 metri
Castello di Bivona
Il castello di Bivona venne fatto edificare nella prima metà del Quattrocento da Mariano d’Alagno fratello di Ugone e di Lucrezia, governatore di Monteleone, a difesa del porto. Il castello ha una pianta più o meno rettangolare con quattro torri circolari agli angoli. Venne abbandonato alla fine del Seicento per la formazione di paludi nelle vicinanze. Da allora il castello è rimasto in totale stato di abbandono; da poco è iniziato il restauro che lo renderà nuovamente agibile.

Architetture civili
– Palazzo Capialbi
Sito in via Ruggero il Normanno, ai piedi del Castello, il palazzo, di 1500 m², è stato costruito alla fine del XVII – inizi del XVIII secolo, su preesistenti costruzioni del 400 e 500 forse appartenenti ai Pignatelli e al governo di Monteleone.Presenta una facciata in muratura mista, a vista, su cui si apre il portale d’ingresso con arco a tutto sesto in granito, formato da conci diversamente lavorati. Al suo interno è custodita una ricca collezione archeologica e un’importante biblioteca.
– Palazzo Cordopatri
Il palazzo fu fatto costruire da Antonino Cordopatri nel 1784, su alcuni ruderi di un’antica costruzione del 600 andata distrutta durante il terremoto del 1783. Ubicato nella via omonima, sorge nel cuore della Vibo vecchia ed è una fra le prime costruzioni sorte dopo il 1783, come è evidenziato dagli elementi decorativi neoclassici del prospetto principale. Lo stato di conservazione dell’edificio, soprattutto della parte centrale, è pessimo. Lesioni, parti mancanti, crepe, umidità stanno avendo il sopravvento sulle strutture murarie interne ed esterne.
– Palazzo Romei
Il palazzo, ubicato in via F. Cordopatri, venne costruito alla fine del Quattrocento da Giovanni Andrea Romei su progetto di Leon Battista Alberti. L’edificio ha la forma di un parallelogramma, posto su tre livelli. Di una bellezza particolare sono i suoi balconcini con ringhiera in ferro battuto a “pancia”, realizzati con listelli volutiformi e applicazioni floreali. All’interno è visibile un affresco con lo stemma gentilizio della famiglia Sacco, in possesso del palazzo dalla metà del 1600 al 1730.
– Palazzo di Francia
Il palazzo sorge sulla parte più alta di via Gioacchino Murat, via che prese questo nome per la presenza del Murat in casa del Marchese, durante il suo breve regno. L’edificio di 1800 m², ricorda vagamente alcune ville vesuviane del Settecento, come villa Campolieto e villa De Gregorio a Roma, per alcuni spunti della facciata, e per la concezione dell’atrio opposto all’entrata del parco. Elementi Vanvitelliani concorrono a darne un gusto chiaramente classico. Il palazzo da poco più di un decennio è sottoposto a vincolo di tutela unitamente al parco.
– Palazzo Gagliardi
Alla fine del XVIII secolo, sull’area occupata precedentemente dalla Chiesa dei SS: Marco e Luca, sorgeva il primo palazzo Gagliardi, di dimensioni ridotte e che aveva pregevoli pitture di Emanuele Paparo e Michele Pagano. Nel 1860 vi soggiornò Giuseppe Garibaldi, come è ricordato da una lapide sull’attuale facciata. L’edificio venne demolito nel XIX secolo per dar posto a un altro più grande. Fu donato nel 1952/53 all’Associazione per il Mezzogiorno per utilizzarlo a scopi culturali e successivamente dall’Associazione passò al Comune della città. In passato ha ospitato il Museo archeologico.
– Palazzo Marzano
Palazzo Marzano sorge al centro del quartiere Marzano, nei pressi della chiesa di S. Michele. È di proprietà della famiglia Marzano sin dal 1658.Il palazzo a forma di E, ha un certo valore artistico soprattutto per il bellissimo portale d’ingresso, formato da una serie di cornici allineate verticalmente. Nella struttura del palazzo non sono state effettuate modifiche sostanziali. Un piccolo intervento si ebbe nel 1700 quando, per motivi di eredità, venne realizzata una parete divisoria nella sala principale.
– Palazzo Stagno d’Alcontres
Il palazzo apparteneva alla famiglia di Francia, quando nel 1927 conflui` nel patrimonio della famiglia messinese degli Stagno per lascito testamentario del Cav. Antonio di Francia alla nipote Teresa Stagno d’Alcontres.
– Palazzo Gagliardi – oggi Murmura
Il palazzo fu fatto costruire dai Marchesi Gagliardi, passando poi all’attuale famiglia in seguito al matrimonio di un rappresentante della stessa con Antonietta Gurgo vedova Gagliardi. A due piani, di 1700 m², sorge su piazza Garibaldi, fra il palazzo Gagliardi e la Chiesa di S. Maria degli Angeli. Al piano terra due ampi portali con arco a tutto sesto immettono, attraverso un imponente androne, negli appartamenti padronali
– Palazzo Froggio
Fatto costruire alla fine del ‘700 dal Barone Domenico Antonio Froggio (i Froggio vennero conosciuti fino ad ottocento inoltrato come “Baroni di Santo Stefano”) ed è appartenuto a questa famiglia fino al 2013. E’ situato in Via Marconi (antica Piazza di Majo). Si tratta di una palazzina che richiama, non certo per la sontuosità, l’architettura civile settecentesca napoletana (forse unico esempio di questo stile tra i palazzi vibonesi). Degni di rilievo sono l’atrio e la bella scalinata.
– Villa Cordopatri

Siti archeologici
– Mura difensive di Hipponion
Situate in località Trappeto Vecchio, sono le mura difensive della città della Magna Grecia Hipponion. Si distendono per circa 350 metri e sono costituite da blocchi squadrati di arenaria e calcarenite del VI secolo a.C. per la prima fase costruttiva. I blocchi sono disposti a doppio paramento con muretti trasversali di collegamento, il riempimento interno è in argilla.
– Terme e domus romane di Vibonia
Situati in località Sant’Aloe. Constano di un impianto termale riferito alla città romana di Vibonia del II d.C. e diverse domus, di una è presente il peristilio, quasi tutte pavimentate con mosaici policromi. Il complesso termale è articolato in frigidarium, calidarium e palestra, forse connesso a un’abitazione a carattere pubblico. L’impianto termale è arricchito da diversi mosaici policromi figuranti divinità, creature mitologiche o animali.
– Tempio dorico di Persefone
Rinvenuto da Paolo Orsi nel 1916, è situato all’interno del Parco delle Rimembranze, località Belvedere Grande-Telegrafo. Il tempio è periptero riferibile al VI-V secolo a.C. Le dimensioni sono di 17,10 x 37,45m.
– Tempio ionico di Kore-Persefone-Demetra
In località Cofino sono presenti i resti archeologici di un tempio ionico dedito al culto di Persefone e Demetra. A Cofino sono stati portati alla luce i resti di un tempio ionico (fine V-inizi IV sec. a.C.). Sono stati ritrovati due depositi sacri, uno individuato da strutture e l’altro da statuette raffiguranti Demetra, madre di Persefone, con i tradizionali attributi del porcellino e della fiaccola a croce. Il santuario ubicato sull’altura del Cofino fu utilizzato dalla fine del VI sec. a.C. e almeno fino al IV sec. a.C.; il sito sembra essere stato abbandonato in pieno periodo romano, quando nella zona furono costruite alcune abitazioni.
– Necropoli greca
Sita in località Scrimbia, una necropoli del VII secolo a.C. da cui provengono numerosi reperti ospitati all’interno del Museo archeologico statale Vito Capialbi.
– Tempio dorico Cava Cordopatri
Sito nei pressi della Cava Cordopatri.
– Battistero paleocristiano, edificio ellenico, domus romana di Piazza San Leoluca
Situati in piazza San Leoluca. Scoperti il 5 Febbraio del 2014 durante i lavori di rifacimento della piazza, gli scavi misero in luce le vestigia di un edificio di epoca ellenica, una domus romana di età imperiale ornata con un mosaico e un battistero di epoca paleocristiana, scoperta di particolare interesse unica nel suo genere in Calabria.

Aree naturali protette
– Parco Marino Regionale Fondali di Capocozzo – S. Irene – Vibo Marina – Pizzo Calabro – Capo Vaticano e Tropea, (noto anche come Parco Marino Regionale Costa degli Dei, istituito con Legge Regionale n. 13 del 21 aprile 2008). La sede del Parco Marino Regionale è a Vibo Valentia.

Parchi urbani
Villa comunale “Regina Margherita”
Villa Gagliardi (classica villa gentilizia con strutture architettoniche e artistiche per lo più andate perdute, vegetazione italiana e alberi secolari)
Parco Botanico palazzo Di Francia
Parco Urbano, quartiere Moderata Durant
Parco delle Rimembranze, Piazza d’Armi (con stele dedicata all’eroe dei due mondi Giuseppe Garibaldi)

Credits

La maggior parte delle informazioni è desunta da:
https://it.wikipedia.org/wiki/Vibo_Valentia
http://www.cfd.calabria.it
Il calcolo del tipo di clima secondo Koppen è stato eseguito mediante il calcolatore disponibile su http://www.meteotemplate.com/template/plugins/climateClassification/koppen.php

Tags

Ultimi Articoli

Back to top button