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Stazione meteo di Serra San Bruno

Rilevazioni dati meteoclimatici nel Comune di Serra San Bruno (VV)

Serra San Bruno (La Serra in calabrese) è un comune italiano di 6 580 abitanti della provincia di Vibo Valentia in Calabria.

Stazione meteo

La stazione è ubicata nel comune di Serra San Bruno a 814 m s.l.m. di quota
E’ una stazione CAE attiva in telemisura.
Fa parte della rete gestita dal Centro Funzionale Multirischi dell’Arpacal.
I suoi sensori attualmente attivi sono: pluviometro, termometro.

Clima

In base alla media desunta dai dati della stazione Arpacal, attiva dagli anni ’20 del secolo scorso, la temperatura media dei mesi più freddi, gennaio e febbraio, si attesta a +4,0 °C e +4,2°C rispettivamente; quella del mese più caldo, agosto, è di +18,3 °C.
Frequenti sono i fenomeni di inversione termica notturna con valori minimi che, sovente, d’inverno possono scendere facilmente sotto i -5°, con numerosi picchi al di sotto dei -10°: come nel gennaio 2017 quando si toccò la temperatura di -11,2°, o nel febbraio 2003 con -12,5°, o nel gennaio 1979 con -12,9°, o nel gennaio 1942 con -13,5°, sino a giungere al record del febbraio 1929 con -16°.
Le precipitazioni medie annue sono elevate aggirandosi sui 1784,5 mm con un minimo estivo e un esteso picco tra l’autunno e l’inverno, durante il quale possono verificarsi anche numerose nevicate.
Particolari situazioni bariche, caratterizzate dal richiamo di intense ed umide correnti sciroccali, producono sulla località in oggetto abbondanti piogge che superano anche i 200 mm al giorno.

Classificazione del clima secondo Koppen

Il calcolo della classificazione climatica secondo Koppen è stato effettuato sulla base dei dati della stazione gestita dal Centro Funzionale Multirischi dell’Arpacal le cui caratteristiche sono riportate al termine.
La località in oggetto è caratterizzata da un clima del tipo:
Cfb = climi temperati con estate umida (Sommerfeucht temperierte Klimate). Temperatura media del mese più caldo inferiore a 22 °C; almeno 4 mesi sopra 10 °C.

Posizione

E’ posta sulle Serre calabresi: essa è una zona collinare e montuosa della Calabria, compresa all’interno dell’Appennino calabro, nelle province di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catanzaro e caratterizzate da un’alta presenza boschiva.
Costituita da due lunghe successioni parallele di rilievi montuosi e collinari, che ricordano i denti di una sega, prende inizio dal passo della Limina e termina all’istmo di Catanzaro, il punto più stretto d’Italia, dove 35 chilometri separano il mar Ionio dal mar Tirreno. Confinano a sud con l’Aspromonte e la piana di Gioia Tauro, a nord con la Sila. La vetta più elevata è il monte Pecoraro (1.423 m s.l.m.).
L’etimologia del nome deriverebbe dall’ebraico Ser, cioè monti, oppure potrebbe riferirsi alla forma di una sega (in dialetto Serra).
Il territorio di serra spicca per il suo grado di armonicità: a circa 850 metri sul livello del mare, troviamo l’altopiano dove si trova l’estensione del centro abitato attraversato dai fiumi Ancinale e Garusi. Già a questa altezza spiccano gli abeti bianchi, che sono la specie dominante delle Serre, ed i Faggi che si mescolano ad altre specie arboree come i Castagni mentre non è inconsueto trovare anche i Larici ed i Pioppi.
Il sottobosco è ricco di un’infinita varietà di piante officinali che fanno da contorno alle diverse specie fungine presenti per parecchi mesi all’anno. Tra le ricercatissime prelibatezze del palato, ricordiamo i Porcini e gli Ovuli ma sempre più richiesti sono anche altre specie che vengono cucinate seguendo le più fantasiose ricette.

Monumenti e luoghi di interesse

Sono presenti sul territorio nove chiese, che testimoniano l’attività delle confraternite locali.
– Chiesa matrice, dedicata al protettore san Biagio.
– Chiesa di Maria Santissima dei Sette Dolori o dell’Addolorata
– Chiesa di Maria Santissima Assunta in Cielo nel quartiere Terravecchia
– Chiesa di Maria Santissima Assunta in Cielo nel quartiere Spinetto (La storia delle due chiese omonime è caratterizzata da una lunga ed aspra rivalità tra le due rispettive confraternite)
– Chiesa di San Gerolamo
– Chiesa di San Rocco
– Cosiddetta chiesuledha (“piccola chiesa”)
– Santuario regionale di Santa Maria nel Bosco, nel territorio compreso tra la Certosa e l’eremo.

Certosa di Serra San Bruno
Ubicata in Calabria, nei Piani Delle Serre, dal lontano 1090, primo convento dei certosini fondato in Italia, è caratterizzata da un’atmosfera di pace e misticismo. I certosini sono soggetti, come secoli fa, alla rigida regola monastica della clausura. L’unico ponte con il “mondo reale” è il museo realizzato nel 1994. All’interno è presente una biblioteca che accoglie oltre 25.000 volumi. La quiete ed il silenzio, il canto melodioso dei frati certosini, i profumi della terra, introducono ad una singolare esperienza di fede ed amore.
Suggestivo è il Laghetto dei Miracoli dove è immersa la statua di San Bruno, a ricordo delle penitenze che il santo offriva a Dio.
Il luogo è altamente contemplativo. Una leggenda, tra le tante, sosteneva che qui avessero trovato rifugio il famoso fisico Ettore Majorana e il pilota che sganciò la bomba su Hiroshima. Il filo tra realtà e mito è sottilissimo ma certo è che questo luogo, altamente contemplativo, è stato pellegrinaggio di molti personaggi illustri; lo visitarono S.S. Giovannni Paolo II, Papa Benedetto XVI, lo scrittore Leonardo Sciascia, la Regina del Belgio Paola Ruffo di Calabria e il Patriarca di Costantinopoli.La Certosa di Serra San Bruno è uno dei luoghi di fede e contemplazione, da visitare, almeno una volta nella vita.
Aneddoto: “Mi fate la carità di un caffè?”, esclamò SS. Giovanni Paolo II al termine di un pasto frugale consumato con i frati certosini, a base di prodotti del luogo, nel corso della visita. Un minuto di panico … alla Certosa mancava il caffè, per regola monastica!!!
Si fece ricorso alla bontà dei vicini del monastero, quanto mai emozionati di dover preparare la bevanda gradita a quell’Uomo, che la Storia della Chiesa avrebbe poi consacrato SANTO.
La chiesa antica fu distrutta dal sisma del 1783, durante il quale crollarono interamente l’ordine superiore della facciata, dunque il tetto, la cupola e gran parte delle mura perimetrali, lasciando in piedi solo gli arconi della crociera e le arcate laterali della navata centrale; a completare la disastrosa opera di madre natura, seguirono azioni di spoglio da parte degli abitanti del paese, finalizzati alla realizzazione di ulteriori edifici nel paese, religiosi e non.
Da un punto di vista architettonico la monumentale facciata, realizzata in granito locale, rivela ancora oggi la maestosità dell’impianto a tre navate dell’imponente edificio. Essa è, di fatti, ripartita verticalmente in tre fascioni, poggianti su un alto basamento continuo contenente le lesene doriche.
Ad incorniciare il portale centrale sono due nicchie coronate da un timpano, che riprende quello dell’ingresso in dimensioni ridotte, che hanno contenuto, in passato, le statue dei Santi Bruno e Stefano.
Varcato l’ingresso si incontrano le sole due arcate laterali rimaste di due pareti che dividevano l’edificio nelle suddette tre navate, queste strutture mantengono parzialmente il loro rivestimento in granito, mentre in altri punti si rivela la costituzione muraria interna, composta da pietrisco e laterizi pieni. Di fronte ad una tale struttura architettonica, appare chiaro come sia evidente l’impianto manierista di impronta michelangiolesca che aleggia sull’intera facciata.
L’esterno, ad oggi, si ritrova circondato da ventitré arcate intervallate da pilastri lineari, che delineano i tre lati dei resti del monumentale chiostro al cui interno è collocata una seicentesca fontana granitica composta da un’ampia vasca basale dal cui centro si sviluppa un lungo fusto che sorregge due vasche di dimensioni inferiori, l’ultima poggiata su una serie di figure antropomorfe e coronata da un bocciolo stilizzato.
I resti della chiesa rinascimentale sono collocati all’interno della certosa e non sono direttamente visitabili a causa della condizione di clausura dell’intera struttura, è possibile però visitare il museo adiacente, in cui è possibile visionare alcuni ritrovamenti provenienti dall’antica chiesa, inoltre la città di Serra San Bruno può essere considerato nel suo insieme un museo a cielo aperto, proprio perché la maggior parte dei monumenti ecclesiastici e i più antichi edifici civili sono stati realizzati usando parte del materiale di spoglio proveniente dalla certosa.

Credits

La maggior parte delle informazioni è desunta da:
https://it.wikipedia.org/wiki/Serra_San_Bruno
https://it.wikipedia.org/wiki/Serre_calabresi
http://www.visitserrasanbruno.it/territorio-e-natura/
http://www.progettostoriadellarte.it/discovering-italia/certosa-serra-san-bruno/
https://www.autostradadelmediterraneo.it/fede-certosa-di-serra-san-bruno
http://www.cfd.calabria.it
Il calcolo del tipo di clima secondo Koppen è stato eseguito mediante il calcolatore disponibile su http://www.meteotemplate.com/template/plugins/climateClassification/koppen.php

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