Meteo in Calabria

Stazione Meteo di Mendicino

Mendicino è un comune del Cosentino, situato ai piedi del monte Cocuzzo, non lontano dal mare e a pochissimi chilometri dal capoluogo. Da Cosenza verso il paese, la recente espansione edilizia si apre in ampi spazi verdi: la strada è fiancheggiata da numerosi ulivi, fichi, querce, vigneti e campi seminati a grano circondati da viottoli erbosi che costeggiano la strada, insieme a rari casolari appoggiati sulle colline. Giunti a Candelisi, ci appare a sud, la prima veduta dell’antico paese con due erte di case. Il sole nasce sul belvedere, propaggine di una gola di fiume culminante con la torre dell’orologio, edificata su una ventosa distesa di ulivi. Sul pendio troviamo il rione “Castello” che affida le sue vecchie case all’antico muro che le abbraccia insieme al viale alberato, e che, dalla vecchia Piazza del Duomo giunge fino alla piccola chiesa di Santa Caterina. L’altra sponda della strada e della piazza principale sono costeggiate da eleganti e grandi case risalenti al tardo ottocento: portoni e scale in pietra, larghi balconi, terrazze ed inferriate leggere in stile rinascimentale. Il borgo si inerpica sulla collina con case sempre più minute e serrate, con vicoli a gradoni e rumorose piazzuole, alternando archi a scalette sospese e a finestre di gerani: il nucleo centrale di Mendicino. In testa, si erge il vecchio Palazzo Campagna Del Gaudio, dimora nobiliare di fine Settecento, che si staglia dal cortile di ippocastani in delicatissimi toni di grigio e bianco, e dotato di un elegante porticato in pietra. Risalendo le strette curve che portano al Santuario in stile gotico di Santa Maria, la veduta opposta è altrettanto bella: ad ovest il paese si stempera in colline tinte di giallo e rosa, e di fronte, il Duomo con la sua facciata laterale con finestroni e il campanile, posata su un’enorme roccia color senape, dimora di gazze.
Tutto intorno al centro di Mendicino, la sorpresa di quartieri posti su fiumi e creste di roccia, minuti e ameni colli e finalmente la montagna, incantevole e selvaggia, meta di cacciatori di cinghiale e di turisti domenicali, ansiosi di pace e di ridenti paesaggi che si stendono fino alla Sicilia.”

Territorio

Il territorio cittadino di Mendicino ha una superficie di 35,31 km². Confina ad Ovest con lo spartiacque del Monte Cocuzzo, divisione naturale fra i territori di Fiumefreddo Bruzio, Longobardi e Belmonte Calabro. A Sud con il territorio di Lago e Domanico. Ad Est il fiume Caronte lo separa da Carolei, il Busento da Dipignano e il Santomiele da Cosenza. A Nord, infine, i torrenti Janno e Campagnano lo dividono, rispettivamente, da Cerisano e da Castrolibero.

Siti di interesse

– Architetture religiose
Chiesa Parrocchiale di San Nicola di Bari, Chiesa di San Pietro, Santuario di S. Maria dell’Accoglienza, Chiesa di Cristo Salvatore.
– Architetture civili
Palazzo del Gaudio oggi Campagna
Torre dell’orologio
Costruita nel 1907 si trova nell’antico Rione Castello, su un colle da cui si domina il paese e raggiungibile attraverso una caratteristica scalinata di 132 scalini scavati nella roccia.
Area archeologica di San Michele, decreto della Sovrint.BB.AA.RC n.829/1982, “agglomerato urbano del IV-II secolo a.C.”
– Museo Dinamico della Seta
Il Museo Dinamico della Seta di Mendicino, inaugurato nel dicembre 2015, nasce con lo scopo di tutelare e diffondere un patrimonio plurisecolare di pratiche e conoscenze legate alla tradizionale attività di bachicoltura. Lo spazio espositivo è allestito su due piani presso la storica Filanda Gaudio, risalente al 1915: al pianterreno i visitatori possono ammirare l’autentica fornace a partire dalla quale avveniva l’estrazione delle secrezioni del baco da trasformare successivamente in fibra tessile; il piano superiore espone invece gli attrezzi da lavoro (tuttora funzionanti), aspi e mangani in legno, il banco di trattatura, diverse macchine utilizzate per la lavorazione della seta grezza e uno spazio multimediale destinato alla visione dei documenti audiovisivi, preziose testimonianze dirette di chi ha visto nascere e crescere la Filanda, lavorandoci per una vita. L’intervento di restauro, che l’ha resa uno dei fiori all’occhiello del borgo di Mendicino, si inserisce nel più ampio progetto di recupero dell’attività stessa di bachisericoltura con l’ambizione di rilanciare un’economia cittadina al femminile, ecocompatibile e finalizzata al benessere della comunità[9].

Curiosità

Il 15 marzo 2016 è stato consegnato al Sindaco il decreto del presidente della Repubblica che ha conferito a Mendicino il titolo di città. Il successivo 2 giugno si è svolta la cerimonia ufficiale in Piazza Municipio.

Credits

https://it.wikipedia.org/wiki/Mendicino