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Stazione meteo di Catanzaro

Rilevazioni dati meteoclimatici nel Comune di Catanzaro (CZ)

Catanzaro, Catanzaru in dialetto catanzarese [ˌkatanˈʦaːru], Καταστάριον, traslitterato in Katastárion in greco, Catacium in latino) è un comune italiano di 89 291 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia e della regione Calabria. È il secondo comune della regione per popolazione. L’ipotesi tradizionale dell’etimologia del nome è quella dal greco bizantino: Katà Zaròs, ovverosia “Presso/sul fiume Zaro” (Zaropotamo era infatti il nome antico dell’odierna corso d’acqua che scorre nei pressi.Storico capoluogo dell’antica provincia di Calabria Ultra per oltre 200 anni, la città è sede dell’Università degli Studi “Magna Græcia”, il secondo ateneo calabrese per numero di iscritti.

Stazione meteo

La stazione è ubicata in Catanzaro a 330 m s.l.m. di quota.
E’ una stazione CAE attiva in telemisura.
Fa parte della rete gestita dal Centro Funzionale Multirischi dell’Arpacal.
I suoi sensori attualmente attivi sono: pluviometro, termometro.

Clima

Località posta in collina ove è sovente la presenza di ventilazione, anche sostenuta. Le escursioni termiche sia giornaliere che annuali risultano contenute. In base alle medie desunte dai rilevamenti della stazione ARPACAL, la temperatura media del mese più freddo risulta +8,8°C a Gennaio, quella del mese più caldo è di +25°C ad Agosto. Il mese più piovoso è novembre con 152 mm medi.

Classificazione del clima secondo Koppen

Il calcolo della classificazione climatica secondo Koppen è stato effettuato sulla base dei dati della stazione gestita dal Centro Funzionale Multirischi dell’Arpacal le cui caratteristiche sono riportate al termine.
La località in oggetto è caratterizzata da un clima del tipo:
Csa = climi temperati con estate secca (Sommertrocken temperierte Klimate) o clima etesio (Etesienklima); almeno un mese invernale (dicembre, gennaio e febbraio nell’emisfero boreale; giugno, luglio o agosto nell’emisfero australe) ha come minimo il triplo delle precipitazioni del mese estivo (giugno, luglio o agosto nell’emisfero boreale; dicembre, gennaio e febbraio nell’emisfero australe) più secco, che devono essere inferiore a 30 mm, con temperatura media del mese più caldo superiore a 22 °C.

Posizione

Catanzaro si affaccia sul golfo di Squillace, nel mar Ionio, dove secondo alcuni studiosi si trovava il porto del regno dei Feaci, nel quale, come racconta Omero nell’Odissea, Ulisse fu accolto e raccontò la sua storia.
È conosciuta come la “Città tra due mari”, in quanto è situata nell’istmo di Catanzaro, ovvero la striscia di terra più stretta d’Italia, dove soli 30 km separano il mar Ionio dal mar Tirreno. Ciò consente di vedere contemporaneamente, dai quartieri nord della città in alcune giornate particolarmente limpide, i due mari e le isole Eolie. È detta inoltre Città dei tre colli corrispondenti ai tre colli rappresentati nello stemma civico che sono il colle di San Trifone (oggi San Rocco), il colle del Vescovato (oggi Piazza Duomo) e il colle del Castello (oggi San Giovanni).
Il territorio comunale si estende dal mare fino all’altezza di circa 600 metri, La casa comunale sorge a 320 m. Comprende una zona costiera sul mar Ionio che ospita 8 km di spiaggia e un porto turistico; da qui il centro abitato risale la valle della Fiumarella (anticamente detta fiume Zaro), sede di un forte sviluppo urbanistico, fino ai i tre colli: del Vescovado, di San Trifone (o di San Rocco) e di San Giovanni (o del Castello) su cui sorge il centro storico della città e che si ricollegano con la Sila verso Nord.

Monumenti e luoghi di interesse

Il centro storico del capoluogo di regione fino alla fine Regno Borbonico ospitava 22.000 abitanti e si caratterizzava per i confini naturali entro i quali era compreso: a nord il confine era rappresentata dalla Porta di Terra, e a sud il contrafforte si estendeva a terrazzi digradanti fino all’odierno quartiere Sala, mentre ad est e a ovest il territorio è stretto dalla valle della Fiumarella e dal fiume Musofalo. Nel suo caratteristico disegno urbanistico incarna le tradizioni e l’architettura di tutte le popolazioni che nel corso dei secoli hanno contribuito alla fortificazione e alla costruzione della città, ma soprattutto evidenti sono i segni dei tanti cataclismi che hanno colpito Catanzaro, in primis i vari terremoti che hanno distrutto o danneggiato alcuni fra i principali edifici e monumenti o i bombardamenti subiti durante la seconda guerra mondiale. La causa è stata sicuramente dettata dalla caratteristica situazione orografica del centro storico, arroccato su tre colli. Tuttavia ha inciso pesantemente e negativamente la mano dell’uomo. I vari piani regolatori redatti a partire da fine Ottocento fino alla metà del Novecento non hanno mai portato ad una completa riqualificazione del nucleo storico. Icone della storia della città sono state demolite, un esempio è l’antica Porta di Mare o lo storico Teatro Comunale, ribattezzato San Carlino. Tuttavia quivi trovano sede le principali architetture religiose della città, pregevoli palazzi storici ed edifici monumentali, piazze ed antichi conventi, la maggior parte collegati alle tante chiese presenti su tutto il territorio. La principale via della città è Corso Mazzini, la cui situazione urbanistica fino agli anni trenta si presentava problematica a causa delle ristrette dimensioni, infatti l’arteria in alcuni tratti non superava i 5 metri di larghezza, e ciò causava non pochi disagi al traffico delle carrozze. Il corso negli anni a seguire è stato oggetto di molteplici modifiche che lo hanno portato ad avere le attuali caratteristiche. Paralleli al corso scorrono dedali di strette viuzze e rioni. Il nucleo più antico della città è La Grecìa, l’antica area che accolse i cittadini Greci che vennero dalla costa in seguito alle invasioni Saracene. Oggi il centro storico è un contenitore naturale dove confluiscono le differenti culture che hanno contribuito a plasmare la storia del capoluogo di regione.
Architetture religiose
Le principali chiese della città sono concentrate nel centro storico.
• Duomo di Catanzaro è il luogo di culto più importante del capoluogo. Sorge nel sito della prima cattedrale, eretta nel 1121 in epoca normanna e dedicata a Santa Maria Assunta e agli Apostoli Pietro e Paolo. La chiesa venne fortemente rimaneggiata nel 1511 con una facciata rinascimentale, che crollò a causa del terremoto del 1638. Danneggiata dai bombardamenti nell’agosto del 1943 venne completamente stravolta nel dopoguerra. I bombardamenti provocarono solo il crollo del transetto sinistro e il danneggiamento del campanile. Il resto della sua distruzione fu ad opera di un’anacronistica ristrutturazione.
• Chiesa del Santissimo Rosario, sorge alle spalle della cattedrale, e presenta una facciata rinascimentale e interno a navata unica, coperta da volta a botte lunettata, con transetto e quattro cappelle per lato; all’incrocio tra navata e transetto si eleva una cupola priva di tamburo. La costruzione risale al XV o XVI secolo, con numerosi rifacimenti, dovuti ai danni dei terremoti del 1638, del 1783 e del 1832, dopo il quale era rimasta chiusa fino al 1891. È annessa la Congrega del XVII secolo con intagli lignei e stucchi.
• Chiesa di Sant’Omobono, una delle chiese più antiche della città. Non si hanno fonti certe sulla sua costruzione, tuttavia fu eretta probabilmente fra il XI e il XII secolo.
• Basilica dell’Immacolata, luogo ricco di spiritualità e importante per i catanzaresi, tanto da essere considerato spesso il principale luogo di culto della città, è dedicata alla patrona della città dei tre colli; era sorta inizialmente come chiesa dedicata alla Trinità nel 1254. Rimaneggiata tra il 1750 e il 1763 con l’aggiunta delle navate laterali e la cupola. Tra il 1783 e il 1833 svolse le funzioni di cattedrale, essendo stato il Duomo danneggiato dal terremoto. La facciata venne ricostruita nel 1913 e venne rimaneggiato anche il campanile. Ha tre navate con cappelle gentilizie e transetto. Nel settembre del 1954 papa Pio XII la elevò alla dignità di basilica minore, mentre nel 1998 le viene attribuito il titolo di Santuario Mariano Diocesano.
• Chiesa di San Giovanni, che spicca per pregio ed importanza tra le chiese cinquecentesche. Sorse sull’elevazione maggiore della città, in corrispondenza dei resti dell’antico castello tra il XV e il XVI secolo; in seguito venne aggiunta la scalinata ottocentesca. All’interno presenta navata unica, cappelle laterali comunicanti e transetto. Diverse le opere pittoriche e scultoree ascrivibili al XVII e XVII secolo.
• Chiesa dell’Osservanza, risalente al XV secolo. Con l’annesso convento, secondo la tradizione, sarebbe sorta in luogo di una precedente cappella, dedicata alla Madonna della Ginestra. All’interno vi si aprono la cinquecentesca cappella del Santo Sepolcro, che ospitava reliquie della Terra Santa, e la cappella del Santissimo Crocefisso. Conserva la statua della Madonna delle Grazie, opera di Antonello Gagini del 1504.
• Chiesa di Santa Maria del Carmine, secentesca, sita nel rione Grecîa, il nucleo più antico della città, fu edificata nel XVII secolo e rimaneggiata nel secolo seguente. Presenta una facciata modificata nel XX secolo e l’interno a navata unica con cappelle laterali. La chiesa era annessa all’omonimo convento carmelitano ed all’oratorio del secolo XVII.
• Chiesa di San Rocco, chiesa del XVI secolo, caratterizzata da una navata unica e cappelle laterali, conserva stucchi decorativi e affreschi moderni.
• Chiesa del Monte dei Morti e della Misericordia, eretta anch’essa nel XVIII secolo, presenta un ricco portale barocco al centro della facciata e interno a croce greca, con incrocio coperto da una cupola priva di tamburo, e cappelle laterali.
• Chiesa di Santa Maria di Porto Salvo, di grande importanza storica e culturale per il folklore e le tradizioni del capoluogo calabrese. Fu eretta agli inizi dell’ottocento ed è dedicata alla patrona dei pescatori e delle vittime del mare. L’interno è a croce greca con un’unica navata. Si trova nel quartiere Lido.
• Chiesa di Santa Maria del Mezzogiorno, secondo la leggenda, la costruzione di tale chiesa sarebbe dovuta alle numerose apparizioni di una giovane donna, identificata come la Madonna dai cittadini, che distribuiva pane e fichi durante una carestia.
• Chiesa di Santa Maria della Stella, chiesa del XVI secolo.
• Chiesa della Maddalena, chiesa del XVI secolo.
• Chiesa di Sant’ Angelo de Siclis, chiesa del XIII secolo.
• Chiesa di San Francesco di Paola, chiesa del XVI secolo.
• Chiesa di Sant’Anna, chiesa del XVIII secolo.
• Chiesa di Santa Maria de Figulis, chiesa del XIII secolo.
• Chiesa di San Pio X, chiesa del XX secolo.

Architetture civili
Le architetture civili di Catanzaro consistono in edifici e altri monumenti che hanno accompagnato la storia della città nel corso dei secoli. Molteplici i pregevoli palazzi storici, in passato sede delle famiglie altolocate della città dalle quali prendono il nome: tra questi Palazzo De Riso, Palazzo Mancusi, Palazzo Ferrari-De Riso, Palazzo Anania, Palazzo Rocca-Grimaldi, Palazzo Gironda-Veraldi. Presso Palazzo Ruggero-Raffaelli aveva anticamente sede il Convento dei Paolotti. La maggior parte siti negli antichi rioni del centro storico, altri hanno sede lungo Corso Mazzini e si caratterizzano per i loro saloni affrescati sfarzosamente e i pregevoli dettagli che accompagnano i vari appartamenti. Alcuni, come Palazzo Menichini, risentono ancora dei danni provocati dai bombardamenti che colpirono la città nel 1943. Altri invece sono considerati veri e propri simboli di Catanzaro, un esempio lampante ne è Palazzo Fazzari, uno dei più importanti e frequentati.
Piazza Prefettura ospita, oltre che la Basilica dell’Immacolata, tre importanti edifici storici del capoluogo: un tempo quivi sorgeva lo storico teatro comunale, demolito, in seguito verrà edificato sul suddetto terreno il Palazzo delle poste sulle quali pareti è incastonato un murale dell’artista locale Mimmo Rotella che adotta le modalità della sua pittura di quegli anni ma la piega, con le figure rappresentate, alle esigenze di simboleggiare l’universo delle telecomunicazioni, fra passato e presente. Sorge anche il Palazzo di vetro, sede della provincia di Catanzaro, edificato negli anni sessanta su progetto dell’architetto Saul Greco, ma soprattutto l’edificio che tra questi può annoverare una più ricca storia e tradizione: il Palazzo della Prefettura, un tempo sede della provincia.
Le istituzioni della città hanno sede in edifici che ancora oggi rappresentano le emergenze architettoniche più pregiate, significative e antiche di Catanzaro. Lungo Corso Mazzini è sito Palazzo Grimaldi-Montuori, oggi sede della locale camera di commercio. Palazzo De Nobili, situato nella zona sud-est del centro storico, è invece sede di rappresentanza del comune dal 1863. La Giunta regionale della Calabria ha sede a Palazzo Alemanni.

Architetture militari
Fin dalla sua fondazione la città fu costruita con precisi scopi difensivi, capace di resistere a lunghi assedi. Era una città fortezza dotata di torri, bastioni, porte civiche e racchiusa in una cinta muraria di circa 7 km. L’impianto difensivo era di tipo complesso, la città era difesa dalla sua stessa posizione, accerchiata da profonde e ripide valli ed inoltre in prossimità delle mura c’erano fossati e trincee fortificate. In realtà la struttura difensiva iniziava fin dalla costa, infatti sulle colline che fiancheggiano la valle dove oggi sorgono i quartieri Sala, Santa Maria e Lido, erano costruite un susseguirsi di torri d’avvistamento fino alla costa, una delle quali è ancora visibile sulle colline del quartiere Aranceto. Le porte di accesso erano 6:
• Porta Marina o Granara, sicuramente la porta principale perché consentiva l’accesso dalla costa ed era utilizzata per il commercio del frumento, secondo il D’Amato qui erano posizionate 4 torri di guardia, 3 bastioni con cannoni e poco distante il Baluardo dei Palmeti;
• Porta di San Giovanni o Castellana, posizionata nei pressi dell’attuale piazza Matteotti, adiacente a questa porta vi era un profondo fossato, chiamato fosso rivellino, attraversabile tramite un ponte levatoio;
• Porta Pratica, consentiva l’accesso da Occidente al rione Paradiso, oggi quartiere Case Arse, di fianco a difesa della porta vi era il Bastione di San Nicola Caracitano;
• Porta Stratò, situata nell’omonimo rione ad Oriente del centro storico, era una porta civica ad arco a sesto chiuso nascosta dalla chiesetta di Santa Maria della Portella, che svolgeva la duplice funzioni di luogo di culto e di postazione di avvistamento, in quanto in caso di pericolo veniva suonata la campana che avvertiva la popolazione della chiusura delle porte. È tuttora visibile il sentiero che sale dalla valle del Musofalo e giunge fino alla chiesetta. Il nome stesso “Stratò” deriverebbe dal toponimo greco che significa occulto, nascosto;
• Porta del Gallinaio, era una porta civica secondaria, utilizzata per l’accesso del bestiame;
• Porta Silana, anch’essa porta civica secondaria, utilizzata per il passaggio di bestiame, consentiva l’accesso alla città dal retrostante altopiano della Sila.
In posizione rialzata rispetto al resto dell’antica città, sul colle del Castello fu costruito il Castello Normanno o d’Altavilla, oggi complesso monumentale San Giovanni, sotto il quale erano costruiti lunghi cunicoli sotterranei, i quali possono essere visitati ancora oggi.

Altro
I monumenti che nel corso del tempo si sono ritagliati uno spazio importante nella storia e nella memoria dei catanzaresi sono quasi tutti disseminati nel centro storico o perlomeno ai limiti dei suoi confini. Simbolo della città la fontana monumentale del Cavatore. Incastonata nel muro dell’antico castello normanno, affaccia su piazza Matteotti, apparendo come la prima immagine che introduce al centro storico. Ideata e costruita da Giuseppe Rito, scultore alla cui opera si fanno risalire le origini del contemporaneo in Calabria, rappresenta la forza e la tenacia dei catanzaresi. Fa parte del complesso monumentale del san Giovanni. Spesso luogo di ritrovo dei ragazzi del capoluogo è l’imponente monumento ai caduti della Grande Guerra del 1915-1918, sito anch’esso nella centralissima piazza Matteotti. È un poderoso gruppo scultoreo in bronzo di connotazione classica. Opera dello scultore Michele Guerrisi, la sua inaugurazione risale al 1933 e risulta parzialmente danneggiato dai bombardamenti che colpirono duramente la città nel 1943. Ad un altro eroe nazionale è dedicato il monumento al generale Stocco, sito nella piazzetta dell’Osservanza sul quale affaccia sull’antico ospedale militare. La statua dedicata al generale garibaldino, risale al 1898 ed è opera dello scultore Francesco Scerbo. Sempre opera di Giuseppe Rito è la statua dell’Assunta, installata su un alto piedistallo situato nella cima del campanile del Duomo.
Una vera e propria opera d’arte ingegneristica viene considerato il Ponte Bisantis (detto anche Viadotto Bisantis, Viadotto Morandi o “U pont’e Catanzaru” in dialetto catanzarese), un ponte ad arco stradale e pedonale. Composto da un’unica carreggiata e da 3 corsie, due in direzione Sud-Ovest e una in direzione Nord-Est, costruito su una sola arcata, collega il centro di Catanzaro con il rione De Filippis e con la periferia nord della città (Mater Domini, Gagliano) situati dall’altro lato della valle del torrente Fiumarella. Fu costruito su progetto del già illustre Ing. Riccardo Morandi e per questo è anche conosciuto come Viadotto Morandi. All’epoca dell’inaugurazione era il secondo ponte ad arco singolo in C.A. al mondo per ampiezza della luce. Al giorno d’oggi, pur essendo uscito dai primi 20 di questa classifica, rimane una pietra miliare nella storia dell’ingegneria mondiale, della città di Catanzaro e della Nazione. È considerato come un vero e proprio monumento, nonché il simbolo della città dei tre colli. La lunghezza della sede stradale è di 468,45 m mentre 110 m è l’altezza massima che lo separa dal fondo valle. il caratteristico arco ha un’ampiezza di 231 m luci mentre la sua struttura scatolare misura in chiave 10,50 m e alla base 25 m.

Siti archeologici

Durante i lavori per le fondamenta della futura Cittadella della regione Calabria, nel quartiere Germaneto, sono stati rinvenuti importanti reperti archeologici risalenti ai periodi greco e romano, che testimoniano la presenza di villaggi sparsi lungo tutta la valle del Corace appartenenti alla parte settentrionale dell’antica Scolacium. Proprio nella storia dell’antica città di Minervia Scolacium è radicata l’origine del capoluogo calabrese. Il parco archeologico si trova nella frazione di Roccelletta nel comune di Borgia, località tuttavia completamente conurbata con il quartiere marinaro del comune di Catanzaro. Reperti sono stati recuperati anche nel quartiere di Santa Maria di Catanzaro. Dell’abitato preromano rimane poco infatti i resti visibili nel sito dimostrano l’impianto della colonia romana con i monumenti più importanti. Tra essi vanno segnalati gli avanzi del foro lastricato con grandi lastre di terracotta, circondato da importanti edifici come la Basilica, decorata da numerose statue e ritratti oggi esposti nel locale Antiquarium, le strade lastricate, gli acquedotti, i mausolei (tombe di famiglia) e altri impianti sepolcrali, nonché un impianto termale e soprattutto di un teatro ben conservato Il teatro poggia sul pendio naturale della collina e poteva ospitare circa 5000 spettatori. Fu costruito nel corso del I secolo e fu dotato di una nuova scena in occasione della fondazione della colonia da parte di Nerva, in concomitanza con il notevole sviluppo monumentale della città e con l’ampliamento dell’intero abitato. Fu peraltro oggetto di numerosi rifacimenti successivi, fino al IV secolo. Dal teatro, da rilevare, proviene la maggior parte del materiale recuperato durante gli scavi, tra cui spiccano i pregevoli frammenti architettonici e gruppi scultorei. Poco distante dal teatro si trovano i resti dell’anfiteatro, la cui costruzione risale all’epoca dell’imperatore Nerva. Il parco archeologico si pone anche come un importante polo artistico per il territorio, infatti ogni estate qui vi si svolge la rassegna “Intersezioni”, curata da Alberto Fiz, direttore del Museo delle arti di Catanzaro, che dal 2005 coinvolge artisti di fama internazionale come Daniel Buren, Tony Cragg, Jan Fabre, Mimmo Paladino, Antony Gormley, Stephan Balkenhol, Wim Delvoye, Marc Quinn, Dennis Oppenheim, Michelangelo Pistoletto e Mauro Staccioli.

Aree naturali

Secondo i dati prodotti dall’Istat, grazie a una media di 36,4 m² di verde pro capite, Catanzaro è la città più verde della Calabria e una delle più verdi d’Italia
Le aree verdi sono distribuite capillarmente in tutti i principali rioni e quartieri della città. La zona nord fruisce del polmone verde di Catanzaro, il Parco della Biodiversità mediterranea. In origine denominato Parco della scuola Agraria, fu voluto dall’allora presidente della provincia Michele Traversa. È uno dei principali salotti buoni della città. Si estende lungo 610.000 m² e riveste una grande importanza nel tessuto urbanistico del capoluogo, non a caso all’interno si trova il Parco Internazionale della Scultura, che occupando 63 ettari del parco, ne fa un vastissimo museo all’aperto. Il luogo principale della movida catanzarese sono invece i giardini di San Leonardo, ritrovo dei giovani del capoluogo. Nel centro storico è invece ubicata Villa Margherita, giardino storico, fu dedicata a Margherita di Savoia in occasione della sua visita in città. Al suo interno sono presenti i busti dei sindaci che contribuirono in modo decisivo allo sviluppo sociale e culturale della città. Nel quartiere Siano è allocata la Pineta e giardino botanico Li Comuni, importante centro per il turismo integrato mare-monti. Si estende su una superficie di 700 ettari e al suo interno si sviluppano tracciati vari per circa 30 km. È diviso in tre grandi aree: la prima è interamente salvaguardata a fruibilità ridotta e specializzata (escursioni, itinerari guidati); la seconda, a larga fruibilità; la terza in cui si concentrano i parcheggi, gli spazi per la didattica, l’orto botanico, i laghetti e il teatro. Nella zona sud la zona urbanisticamente più importante è la vasta pineta di Giovino che insieme alla parallela spiaggia e al nuovo lungomare costituisce parte del progetto di riqualificazione e di valorizzazione di un’area che si è posta fra le maggiori località turistiche balneari del capoluogo. Altra passeggiata verde cara ai catanzaresi è il lungomare di Catanzaro Lido la cui striscia verde si estende per 3.800 m², attraversata da una pista ciclabile.
Nel 2012-2013 è stata intrapresa un’abbondante opera di recupero degli spazi verdi cittadini da parte dell’amministrazione Abramo. Un intenso restyling ha riguardato due giardini storici della città; il parco dell’ex Ghiacciaia dopo anni di incuria e di abbandono ha subito una decisa riqualificazione e inoltre è stato ufficialmente intitolato a Carlo Alberto Dalla Chiesa. L’inaugurazione è avvenuta alla presenza della figlia del generale vittima di Mafia, l’on. Maria Simona Dalla Chiesa. Altra riqualificazione ha interessato la villa dedicata ai fratelli Guglielmo e Florestano Pepe che è stato adibito ad area sgambatura per cani, la prima mai presente nel capoluogo calabrese.

Credits

La maggior parte delle informazioni è desunta da: https://it.wikipedia.org/wiki/Catanzaro
Il calcolo del tipo di clima secondo Koppen è stato eseguito mediante il calcolatore disponibile su http://www.meteotemplate.com/template/plugins/climateClassification/koppen.php

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