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Irruzione fredda per la prossima settimana? Si, no?

Ecco perché ci prendono in giro.

Alcuni (noti) siti che si occupano di meteorologia anche questa volta l’hanno sparata grossa: dalla settimana prossima sarebbe prevista una IRRUZIONE DI ARIA FREDDA SULL’ITALIA!

Le mappe di previsioni che hanno indotto qualcuno al solito titolone ad effetto, sarebbero queste, elaborate dal modello americano G.F.S. e da quello europeo E.C.M.W.F. riferite al 26-27 settembre prossimi, desunti dal sito www.meteociel.fr:

Irruzione fredda per la prossima settimana

Irruzione fredda per la prossima settimana

Le carte, giusto per i neofiti, sono notevoli in quanto farebbero intravedere un innalzamento dell’anticiclone delle Azzorre alle alte latitudini (sin verso la Gran Bretagna e la penisola Scandinàva) con conseguente afflusso di aria fredda dall’Artico sull’Italia (l’area in verde). La differenza tra i due modelli riguarda unicamente la differente prevista direzione assunta dall’asse del promontorio d’alta pressione in elevazione: la dinamica generale è però analoga.

Ma questa “comunità d’intenti” tra i due più importanti modelli di previsione numerica globale, non (deve) basta(re) affatto a dare per certo un evento previsto oltre le 180 ore!!!

Per capire questo facciamo una premessa:

i centri di calcolo, per ogni run (o corsa) del modello, oltre a quello “ufficiale” basato sulle condizioni iniziali desunte da complessi metodi di data assimilation (i modelli si inizializzano con i dati meteorologici registrati da una grande quantità di tipologie differenti di strumenti: stazioni a terra, radiosondaggi, telerilevamento satellitare: mettere insieme tutti questi dati non è affatto semplice) in realtà effettuano più corse parallele, ciascuna “inizializzata” da condizioni iniziali ottenute da quelle del run ufficiale leggermente ed opportunamente perturbate. Quindi, ad esempio, per il run delle ore 00UTC avremo 1 run ufficiale + N run perturbati (a più bassa risoluzione). Ciascuno di questi N run presenterà scenari di previsione che, dopo un certo intervallo di previsione, saranno anche molto differenti l’uno dall’altro: tutto ciò a causa del fatto che l’atmosfera è un “sistema caotico” cioè un sistema difficilmente prevedibile perchè cambiando anche di poco le condizioni iniziali il sistema stesso può evolvere, dopo un certo lag temporale, in modi estremamente differenti. Insomma: effetuando run perturbati, si cerca di individuare tutte le possibili evoluzioni del sistema.

Ora fissiamo la nostra attenzione su un punto della mappa di previsione: per una regione come la nostra, prendiamo una località qualsiasi, ad esempio il capoluogo regionale Catanzaro. Ebbene, se analizziamo la previsione, ad esempio, a x ore rispetto all’ora del run, avremo un certo valore di geopotenziale a 500 hPa dato dal run ufficiale e altri N valori di geopotenziale (sempre a 500 hPa) dagli altri run paralleli. Cosa verificheremo analizzando i suoi dati? Che se la previsione è a breve termine (ad esempio a 12, 24, 36, 48, 72 ore) i valori di geopotenziale a 500 hPa dei diversi run perturbati su Catanzaro differiranno di poco; se invece ci si riferisce a previsioni a medio termine (ad esempio 96, 120, 144 ore) gli N+1 valori inizieranno ad essere abbastanza differenti l’uno dall’altro; se invece ci riferiamo a previsioni a lungo termine (oltre le 144 ore) tali valori differirebbero in maniera notevole: in gergo tecnico si dice che a breve termine esiste un basso spread fra gli scenari possibili, mentre a lungo termine esiste un alto spread.

A breve termine, con basso spread, le previsioni sono affidabili, mentre a lungo termine, con alto spread, le previsioni NON sono più affidabili.

Perché? Semplice: vediamo la mappa della media dei diversi run perturbati:

Irruzione fredda per la prossima settimana

Come si vede su Catanzaro è previsto un valore di circa 568 gpdam per il 27 settembre, giorno in cui è prevista l’irruzione di aria fredda.

Ora vediamo la mappa dello spread sempre per lo stesso giorno:

Irruzione fredda per la prossima settimana

 

come si vede Catanzaro è previsto uno spread di circa 10 dam (o poco meno). Sapete che significa? Che rispetto al valore medio del geopotenziale previsto su Catanzaro, cioè 568 gpdam, sono probabili (non ugualmente) tutti gli scenari compresi tra 568 + 2 x 10 = 588 gpdam ovvero scenari praticamente estivi, e 568 – 2 x 10 = 548 gpdam, ovvero scenari quasi invernali. Ed infatti, tra gli N run paralleli, ecco quali sono i due run più estremi caldo/freddi di GFS che abbiamo trovato:

 

Scenari, cioè praticamente opposti: il primo (quello con una vasta area verde sull’Italia) significherebbe una fase di marcato maltempo con intense precipitazioni e fortissimo calo delle temperature; il secondo (area rossa sull’Italia) invece significherebbe il proseguimento dell’estate tardiva che stiamo vivendo ora.

Entrambi gli scenari sono possibili: nessuno al mondo potrebbe dire che prevarrà certamente uno o l’altro.

Secondo voi, è serio e/o professionale spacciare una delle due possibili soluzioni (a discapito di chissà quante altre) come sicura?

Come amiamo sempre ripetere, le previsioni oltre i 3 / 4 giorni sono poco affidabili: ecco perché sono solo prese per i fondelli soprattutto quando sono date per certe.

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