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Caldo torrido o caldo afoso? Facciamo un pò di chiarezza…

Caldo torrido o caldo afoso?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo prima chiarire quali siano i meccanismi che fanno avvertire il caldo al nostro corpo, e come si tenti di misurare la percezione del caldo da un punto di vista meteorologico, perchè….non è solo una questione di temperatura!!!!

 

Come funziona la regolazione termica del nostro corpo

La temperatura corporea del nostro corpo oscilla tra i 35,5° e i 36,5°. Quando la temperatura ambientale aumenta oltre questi valori, anche il nostro corpo tenderebbe a farlo, ma a quel punto interviene un meccanismo di “termo-regolazione”, ovvero, il sudore! Il sudore? Si! E’ proprio grazie a questo (per alcuni versi) sgradevole “prodotto” del nostro corpo che lo stesso riesce ad equilibrare la propria temperatura. Ma in che modo? Analizziamolo: quando la temperatura del nostro corpo, per le cause esterne che abbiamo indicato in precedenza, sale oltre i limiti suddetti, dai pori della nostra pelle viene prodotto un liquido (il sudore, appunto) che a contatto con l’aria tende ad evaporare, cioè tende a passare dallo stato liquido (stato con cui “fuorisce” dal nostro corpo tramite i pori) allo stato gassoso: questo fenomeno richiede energia, cioè “qualcosa” deve cedere energia al liquido per trasformarsi in gas (vapore acqueo). Nel caso in esame è il nostro corpo che cede l’energia necessaria per l’evaporazione: quindi il nostro corpo, cedendo energia, si raffredda: ecco perchè quando usciamo dalla doccia, prima di afferrare le asciugamani, avvertiamo una sensazione di freddo; ed ecco perchè, dopo un bagnetto in mare, appena usciti dall’acqua, prima di asciugarci, ci sentiamo più freschi.

 

Come le condizioni meteo influenzano la sudorazione

Premettiamo subito che il discorso che stiamo per fare è molto più complesso, ma noi lo sintetizziamo nelle sue linee essenziali: il nostro corpo non suda sempre allo stesso modo. In particolare: se l’ambiente esterno è molto umido (cioè se l’aria esterna è già ricca di vapore acqueo) il nostro sudore evapora con grande difficoltà, come se l’aria stessa rifiutasse di accogliere il nostro sudore sotto forma di ulteriore vapore acqueo. Se l’aria esterna è secca, invece, il nostro sudore evapora facilmente (l’aria esterna ha “poco” vapore acqueo, quindi, ne accoglie altro senza frapporre resistenza). Nel primo caso, cioè con aria molto umida, il sudore, quindi, evapora lentamente, il corpo pertanto cede poca energia, si raffredda poco e noi avvertiamo una sensazione di caldo (oltre che di “appiccicaticcio” visto che il sudore permane sempre allo stato liquido). Nel secondo caso, cioè con aria secca, il sudore evapora velocemente, il corpo cede molta energia in poco tempo, si raffredda e noi avvertiamo una sensazione di fresco.
Quindi come si vede, le sensazioni di caldo e freddo non dipendono (solo) dalla temperatura, ma anche, e in alcuni casi soprattutto, dall’umidità.

 

La temperatura “apparente” o “percepita”

Da quello che abbiamo detto, quindi, un conto è stare a 30° con il 40% di umidità, un conto è stare sempre a 30° ma con l’80% di umidità: in quest’ultimo caso sperimenteremmo una sensazione di maggior caldo rispetto al primo, proprio perchè la sudorazione non evapora.

Ecco perchè in meteorologia si è pensato di “inventare” un parametro che, combinando insieme la temperatura e l’umidità, fornisse un’idea della “sensazione” di caldo o freddo che possiamo sperimentare: tale parametro è la temperatura “apparente” o “percepita”.

Come si può immaginare, le “sensazioni” di caldo o freddo sono molto soggettive, dipendendo dal sesso, dall’età, dalle abitudini, etc….tale elemento di soggettività si riflette anche nella grande varietà di parametri introdotti nel corso degli anni dai meteorologi e/o fisici dell’atmosfera di tutto il mondo, e che hanno lo scopo di misurare la temperatura “apparente” o “percepita”. In effetti, e qui va fatta una precisazione, la temperatura percepita non dipenderebbe teoricamente solo da temperatura e umidità, ma almeno da altri due fattori: il sole e il vento. E se ci pensiamo è vero: un conto è stare a 30° all’ombra, un conto è stare a 30° sotto il sole! Un conto è stare a 0° con calma piatta, un conto è stare a 0° sotto un vento impetuoso. Quindi in realtà i fattori da cui dipende la temperatura percepita sono 4: temperatura, umidità, sole e vento.

Nel caso in cui si prendano in considerazione solo i primi due (quindi: temperatura e umidità) vediamo come, nel corso degli anni, siano stati introdotti 2 indicatori: l’Heat Index (usata negli States, tradotto significa “Indice di Calore“) e il cosiddetto Humidex canadese (introdotto e usato dai canadesi) (si ricorda che se si vuol tenere conto del vento si misura il cosiddetto windchill, di cui parleremo in futuro).

Tali indicatori si calcolano mediante formule più o meno complicate (che qui non si riportano) semplicemente partendo dai dati di temperatura e umidità.

In particolare l‘Heat Index si calcola dalla tabella riportata qui di seguito, tratta da wikipedia. Determinarla è facilissimo: si individua la temperatura di partenza sulla riga in alto e si incrocia con l’umidità da individuare in verticale a sinistra; ad esempio: se ho una temperatura di 34° e un’umidità del 65%, la temperatura percepita è di ben 44°!!!!!!!! Come si vede si traduce in numeri quello che abbiamo introdotto all’inizio: un conto è avere 30° col 40% di umidità, che significa una temperatura apparente proprio uguale a quella reale cioè 30°, un conto è avere 30° con l’80% di umidità, che significa percepire come se ci fossero ben 38°!!!!!

Come si vede ad ogni valore di Heat Index si associa un colore che indica il grado di rischio che si corre con quella temperatura percepita: si va dal giallo (fase detta di “prudenza” quando affaticamenti e crampi sono possibili in caso di attività prolungate) all’arancione chiaro (fase detta di “grande prudenza”, quando sono possibili colpi di calore), all’arancione scuro (fase detta di “pericolo”, quando è probabile un colpo di calore) al rosso (fase detta di “estremo pericolo”, quando il colpe di calore è imminente).

L’Humidex canadese funziona in maniera analoga, ed ecco di seguito la tabella con cui calcolarla tratta da http://www.ccohs.ca/oshanswers/phys_agents/humidex.html

Anche qui abbiamo una divisione in fasce di rischio per la popolazione:

celeste (minore di 29): nessun disagio;

verde (tra 30 e 39): leggero disagio;

giallo (tra 40 e 45): grande disagio, evitare sforzi;

arancione (tra 45 e 54): pericolo;

rosso (oltre 54): colpo di calore imminente

Due note “tecniche”:

1) l’Humidex canadese fornisce un numero adimensionale (non è a rigore una temperatura): poi tale numero, convenzionalmente, viene eguagliato ed espresso come temperatura percepita in gradi celsius;

2) l’Humidex canadese fornisce, a parità di temperatura e umidità iniziali, valori sempre più alti (se si assume l’espressione come temperatura, altrimenti il raffronto non avrebbe senso), rispetto all’Heat Index: cambia nulla, sono solo convenzioni, l’importante è vedere il grado di rischio!

 

Caldo afoso e caldo torrido: dove li troviamo?

Ed eccoci finalmente giunti alle definizioni di caldo afoso e caldo torrido.

Il caldo torrido è creato da alte temperature in presenza di bassi valori di umidità. Quanto bassi? Semplice! Tali che la temperatura percepita sia uguale o poco superiore a quella reale!

Il caldo afoso è creato da alte temperature in presenza di alti valori di umidità: pertanto quando abbiamo valori di temperatura percepita (misurati con humidex canadese o Heat Index) molto superiori a quelli reali.

 

Caldo afoso e caldo torrido: dove e in che condizioni sinottiche li troviamo?

Normalmente le zone litoranee sono più umide di quelle interne, grazie alle brezze marine diurne (che soffiano dal mare verso la terra): queste, in estate abbassano di molti gradi le temperature delle zone costiere rispetto alle zone interne, ma sospingono anche masse d’aria umide stazionanti naturalmente sul mare verso le coste stesse. Quindi non è infrequente il caso, in estate, di temperature sul mare di 29°/30°, mentre all’interno (vedasi le zone della Valle del Crati o della valle del Mesima) si possono raggiungere tranquillamente i 32°/33°. Però è anche vero che i 30° “marini” sono accompagnati spesso da umidità del 65% o anche 70% con temperature percepite secondo l’Heat Index di 35°, mentre le zone interne vallive presentano solitamente valori di umidità del 35%/40%, con temperature percepite di 34°.

Quindi, anche se le temperature delle zone litoranee sono molto più basse, le temperature percepite sono praticamente uguali o, in molti casi, superiori rispetto a quelle delle zone interne. Inoltre nelle zone marine si ha la sensazione di caldo afoso (cioè umido), mentre in quelle interne (come Cosenza ad esempio) normalmente si ha caldo torrido (cioè secco).

Quindi, ad esempio, il solito refrain di Cosenza come città dal caldo afoso è una “leggenda popolare”: è vero il contrario, cioè Cosenza è una città che in estate, di giorno, è mediamente torrida (cioè calda ma secca). Altre città marine, come Reggio Calabria e Crotone, invece, presentano le caratteristiche di località mediamente afose.

Si noti, infine, che normalmente, con l’anticiclone delle Azzorre, si ha caldo torrido (cioè temperature elevate ma con contenuti di umidità medio-bassi, quindi gradevoli), mentre con l’anticiclone sub-tropicale si ha caldo afoso, cioè temperature elevate ma con un contenuto d’umidità medio-alto, che rende le temperature percepite ancor più insopportabili di quelle già di per sè molto elevate: ecco perchè l’anticiclone africano è così temuto. Le alte temperature “apparenti o percepite” possono raggiungere anche i 45°-46° di heat index (basta che la temperatura raggiunga i 35° con il 60% di umidità….condizioni che l'”africano” sovente produce) ovvero STATO PERICOLOSO con alta probabilità di colpi di calore.

 

Foto in copertina di Flavia Tundis

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